19 falsi miti sull’allattamento a cui non credere più Alzi la mano chi non ha mai sentito uno dei tanti falsi miti sull'allattamento che ancora continuano a girare! Ecco qualche informazione per fare un po' di chiarezza.

falsi miti allattamento

Allattare al seno è un gesto assolutamente naturale e un ottimo modo per rafforzare il legame tra mamma e bambino, oltre ad essere fondamentale per la buona salute e il benessere del neonato. Non è un caso, infatti, che gli specialisti siano concordi sull’importanza dell’allattamento al seno e che anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomandi l’allattamento esclusivo almeno fino al sesto mese di vita. Nonostante ciò, ci sono moltissimi falsi miti sull’allattamento, tramandati in buona fede da generazioni di donne. Noi di BlaBlaMamma vogliamo aiutarvi a fare chiarezza sui falsi miti sull’allattamento più diffusi per sfatarli una volta per tutte.

Allattare è semplice

È vero, allattare è una cosa naturale e il bimbo appena nato cerca d’istinto il seno materno. Avviare l’allattamento è certamente più semplice nel corso della prima ora dopo la nascita perchè il bimbo ha un forte istinto che lo porta a cercare il seno materno e ad imparare a poppare. Ciononostante possono insorgere delle difficoltà oppure, più semplicemente, la neo mamma ha bisogno di qualche consiglio pratico da parte di una persona esperta su come avviare correttamente l’allattamento e sulle posizioni migliori per allattare. Insomma, può volerci un po’ di tempo per trovare la giusta sintonia ed è importante che in questo periodo la mamma si senta compresa e sostenuta, sia dal punto di vista psicologico che da quello pratico.[ 1 ]

Bisogna lavare il seno prima di allattare

Non è necessario lavare il seno prima di ogni poppata: il seno, infatti, produce una sostanza che “guida” il bimbo verso la mammella e che contiene inoltre batteri preziosi per rafforzare il sistema immunitario del piccolo.

Il dolore durante l’allattamento è inevitabile

Allattare può provocare a volte un senso di fastidio nel corso dei primi giorni, ma con la pratica e qualche consiglio mirato questa sensazione un po’ sgradevole tende a svanire. Se si sente dolore o un fastidio persistente, però, bisognerebbe rivolgersi ad una persona esperta o ad un professionista qualificato: allattare deve essere un momento piacevole per entrambi!

Mentre si allatta bisogna mangiare solo cibi insapori

Se allattate al seno troverete sicuramente “l’esperta” di turno che vi consiglierà di evitare i cibi più saporiti, come ad esempio quelli conditi con aglio, cipolla e spezie, perchè darebbero un cattivo sapore al vostro latte. In realtà è importante che la neo mamma segua una dieta equilibrata, ma senza stravolgere le proprie abitudini alimentari: non c’è nessun motivo di mangiare cibi insapori o di rinunciare ad alcuni alimenti. L’unica cosa davvero da evitare è l’alcol, anche in piccole quantità. È vero che tutto ciò che mangiamo influisce sul sapore del latte, ma questo aiuta il bambino a familiarizzare con alcuni sapori e ad acquisire buone abitudini alimentari ancora prima di cominciare ad assumere cibi solidi. Questo avviene già dalla gravidanza attraverso il liquido amniotico, del resto. Solo se una mamma nota che il bimbo reagisce sempre in maniera negativa ad uno specifico alimento è consigliato consultare uno specialista.

Fare attività fisica cambia il sapore del latte materno

L’attività fisica è sempre consigliata, anche e soprattutto dopo una gravidanza, ovviamente rispettando i propri tempi e il proprio fisico. Non ci sono però prove che indichino che praticare attività fisica influisca sul sapore del latte materno.

esercizio fisico e allattamento

Non si può allattare con la febbre

Sono davvero pochissime e davvero gravi le malattie per le quali bisogna interrompere l’allattamento. Negli altri casi la mamma può tranquillamente continuare ad allattare: germi e batteri non si trasmettono con il latte materno. Bisognerà però stare attente all’igiene, lavando spesso le mani e magari indossando una mascherina. Nel latte della mamma malata il bambino trova invece preziosi anticorpi che lo proteggono, quindi proseguire l’allattamento in queste condizioni è addirittura consigliato.

Mentre si allatta non si possono assumere farmaci

L’ideale sarebbe non assumere farmaci durante l’allattamento, ma se la mamma è malata o ne ha bisogno non ha senso che soffra pur di non prendere medicine: la maggior parte degli antibiotici, antinfiammatori e antipiretici in commercio, infatti, non ha controindicazioni per l’allattamento. È però importante evitare il fai da te e rivolgersi al proprio medico per farsi prescrivere il farmaco più adatto.

Ci sono mamme che non riescono a produrre abbastanza latte

La maggior parte delle donne riesce a produrre la quantità di latte giusta per alimentare il proprio bimbo. Ci sono però dei semplici accorgimenti che possono aiutarci ad incrementare la produzione di latte nel caso ne sentissimo il bisogno, magari facendosi affiancare da una persona esperta e da un pediatra che valuti se davvero il bambino non riceve abbastanza nutrimento.

Falsi miti sull’allattamento: la birra fa latte

Sicuramente a molte di noi farebbe piacere che questo falso mito sull’allattamento fosse vero, ma non lo è. L’alcol è una delle pochissime cose che dovrebbe davvero essere bandite dalla tavola durante l’allattamento perchè passa attraverso il latte e arriva al vostro bambino e al suo cervello, con conseguenze molto negative su appetito, crescita e peso. Non dimentichiamo, poi, che pesa molto meno di un adulto, quindi basta una quantità davvero piccola di alcol per avere effetti negativi.

Le donne con il seno piccolo hanno meno latte

Tra i falsi miti sull’allattamento c’è anche questo: si pensa infatti che le donne con il seno piccolo abbiano meno latte rispetto a chi ha qualche taglia in più. Fortunatamente la produzione di latte non è proporzionale alla grandezza del seno; l’unico “svantaggio” che si potrebbe riscontrare è quello che riesce in effetti a contenere meno latte, quindi è possibile che il bimbo voglia fare qualche poppata in più.

Chi ha partorito con il cesareo ha meno latte

Il modo in cui si partorisce non ha nessuna influenza sull’avvio dell’allattamento perchè in realtà è l’espulsione della placenta a dare il segnale al corpo di cominciare a produrre latte. Quello che potrebbe essere davvero importante è cominciare subito con il contatto pelle a pelle tra mamma e bambino, cosa possibile ad esempio con il cesareo dolce, e iniziare l’allattamento il prima possibile, se si riesce anche nella prima ora di vita del piccolo.

allattare al seno

I bambini allattati al seno sono più “mammoni”

Ogni bambino è diverso dall’altro e ha il suo carattere, indipendentemente da come viene nutrito. L’allattamento al seno è un ottimo modo per nutrire al meglio il proprio bambino, dandogli tutte le sostanze che gli servono, e per sviluppare lo speciale legame che c’è tra una mamma e il suo bambino.

Falsi miti sull’allattamento: dopo 6 mesi il latte è acqua

Quante volte ci siamo sentite dire che dopo i 6 mesi il latte è acqua, cioè non riesce più a nutrire a sufficienza il bambino? Il latte, però, non perde le sue proprietà nutrizionali nel corso del tempo, anche se cambia seguendo la crescita del bambino pur mantenendo le sue costanti di base. Finchè il bambino viene allattato a richiesta, quindi, prenderà sempre ciò di cui ha bisogno in quel momento, anche se l’aumento ponderale non sarà più così evidente.

Dopo lo svezzamento non bisogna più allattare

Anche se in genere verso il sesto mese si cominciano ad introdurre nell’alimentazione del bambino i primi cibi solidi, non è detto che il momento dello svezzamento debba coincidere con la fine dell’allattamento a richiesta. È un passaggio che deve avvenire in maniera graduale, alternando assaggi e poppate. L’OMS consiglia addirittura di proseguire l’allattamento materno fino al secondo anno di vita e oltre, se entrambi lo desiderano.

Se si allatta per oltre un anno è difficile “togliere il vizio”

Allattare il bambino per molto tempo non rende più o meno difficile smettere di allattare: ogni bambino è un caso a sé, con i suoi tempi e le sue esigenze. Mamma e bambino devono capire insieme fino a quando proseguire l’allattamento.

allattamento al seno

Le mamme che rientrano al lavoro devono smettere di allattare

Sono tante le mamme che continuano ad allattare anche dopo essere rientrate al lavoro. Oltre ai permessi per l’allattamento, infatti, è possibile aiutarsi con un tiralatte, lasciando qualche biberon di latte materno a disposizione di chi dovrà occuparsi del piccolo durante l’assenza della mamma.

Falsi miti sull’allattamento: allattare fa ingrassare

Le generazioni di donne precedenti alle nostre sono cresciute con la convinzione che una donna in gravidanza e in allattamento dovesse “mangiare per due”. La realtà attuale è molto diversa da quella del secondo Dopoguerra, in cui la malnutrizione era molto diffusa: una corretta alimentazione è perfettamente in grado di sopperire alle necessità di mamma e bambino.

Allattare peggiora la miopia

Tra i falsi miti sull’allattamento abbiamo sicuramente sentito anche questo. Potete però stare tranquille: l’allattamento non può avere nessun effetto sui bulbi oculari.

Lo stress influisce negativamente sulla produzione di latte

Anche questo è un luogo comune sull’allattamento abbastanza diffuso: si ritiene che stress, spaventi e infelicità possano “mandare via” il latte materno. È vero che un riflesso atavico di sopravvivenza può bloccare temporaneamente la produzione di latte di fronte ad una emergenza, ma basterà rilassarsi e la produzione riprenderà normalmente. Se però ci si fa prendere dall’ansia e si passa al biberon, questo può avere conseguenze negative sulla produzione di latte.

Speriamo di aver fatto un po’ di chiarezza riguardo ai falsi miti sull’allattamento che ancora si sentono: se avete dubbi o domande oppure ne avete altri da condividere potete farcelo sapere sui nostri canali social.

NOTE


1. Unicef, 14 falsi miti sull’allattamento al seno