Quando si fa l’amniocentesi? Ecco tutto quello che bisogna sapere A volte, nel corso di una gravidanza, viene consigliata l'amniocentesi. Si tratta di un esame considerato invasivo, che però permette di diagnosticare con certezza alcune anomalie genetiche del feto. Vediamo cosa sapere!

Quando si fa l'amniocentesi? Ecco tutto quello che bisogna sapere

Nel corso di una gravidanza è necessario sottoporsi ad alcuni esami: alcuni sono di routine e vengono ritenuti necessari, altri invece vengono prescritti dal proprio ginecologo se c’è qualche aspetto relativo alla gravidanza o allo sviluppo del bimbo che è necessario approfondire. L’amniocentesi rientra in questo secondo gruppo, serve infatti ad individuare eventuali anomalie congenite o malattie genetiche del feto. Noi di BlaBlaMamma vogliamo spiegarvi tutto quello che c’è da sapere su questo esame.

Cos’è l’amniocentesi e a cosa serve?

L’amniocentesi consiste nel prelievo e nell’analisi di un piccolo campione del liquido amniotico che circonda il feto: questo consentirà di ricostruire la mappa cromosomica del feto e di di accertare l’eventuale presenza di anomalie congenite come la sindrome di Down o di malattie genetiche come la fibrosi cistica o la distrofia muscolare. Non è possibile identificare tutte le malattie genetiche possibili, ma i risultati sono molto attendibili e consentono di dare una risposta praticamente certa su un gran numero di anomalie.

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Quando effettuare l’amniocentesi

Questo esame si effettua in genere nel quarto mese di gravidanza, tra la quindicesima e la diciottesima settimana. Viene di solito consigliato alle donne in dolce attesa che abbiano avuto un risultato positivo ad un test di screening prenatale, a chi ha già figli affetti da malattie cromosomiche e alle future mamme con più di 35 anni di età, per le quali aumentano le probabilità di avere un bimbo affetto questo tipo di anomalie. È importante però ricordare che il medico può consigliare l’amniocentesi, che viene considerato un esame invasivo, ma che non si è mai obbligati a sottoporvisi: rimane una libera scelta dei futuri genitori.

Come si svolge l’esame?

L’amniocentesi è un esame che si svolge in laboratorio e che in genere non richiede una preparazione particolare. La donna viene fatta sdraiare a pancia in su con l’addome scoperto; a questo punto un’ecografia rivela la posizione del feto, ne controlla il battito cardiaco e permette di individuare il punto da cui prelevare il liquido amniotico. Il prelievo viene effettuato dal sacco amniotico con un ago lungo e sottile, sempre sotto guida ecografica; dopo aver rimosso l’ago si controlla nuovamente il battito del feto. Non si tratta di un esame doloroso, tanto che non viene effettuato nessun tipo di anestesia, e dura in totale 30-45 minuti. La futura mamma dovrà poi rimanere a riposo per almeno 24 ore e rivolgersi subito al proprio medico in caso di perdite vaginali di liquido o di sangue, dolori addominali, febbre o cambiamento dei movimenti fetali.

Quando si fa l'amniocentesi Ecco tutto quello che bisogna sapere

Quali sono i rischi di questa procedura?

Ogni gravidanza è esposta al rischio di aborto spontaneo. Sottoporsi ad una amniocentesi, considerato un esame invasivo, aumenta la percentuale di rischio di meno dell’1% circa. Altri rischi legati all’amniocentesi sono:

  • infezioni uterine;
  • sanguinamento vaginale;
  • perdite di liquido amniotico.

I risultati

L’amniocentesi dà una risposta positiva o negativa riguardo ad una quindicina di tipologie di alterazioni genetiche e, su specifica richiesta, di un gran numero di malattie causate da alterazioni geniche submicroscopiche. Per la maggior parte di queste patologie attualmente non esistono cure quindi, in presenza di un risultato positivo, i genitori dovranno decidere se proseguire o meno con la gravidanza.[ 1 ]

Speriamo che questo delicato argomento sia ora più chiaro. Avete dubbi, domande o esperienze da raccontare? Fatecelo sapere sui nostri canali social!

NOTE


1. Iss Salute, Amniocentesi (esami di accertamento)