
Con l’avvicinarsi della data del parto, il pensiero delle future mamme va sempre più spesso al momento in cui si darà alla luce il proprio bambino. Sarà sicuramente un momento di grande gioia, ma è assolutamente normale avere paura del parto: spesso non si sa bene a cosa si va incontro e si teme sia il dolore sia i potenziali rischi connessi a questo evento. A tutto questo si aggiunge il carico emotivo degli ultimi mesi di gravidanza, in cui stanchezza fisica, cambiamenti ormonali e aspettative familiari possono amplificare le sensazioni di ansia.
Molte donne si ritrovano a vivere un mix di entusiasmo e timori, chiedendosi come sarà il travaglio, se riconosceranno i segnali del parto o se riusciranno a gestire le emozioni di un momento tanto intenso. È importante ricordare che si tratta di sensazioni assolutamente comuni e condivise, anche da chi ha già partorito e si trova ad affrontare una nuova esperienza.
Noi di BlaBlaMamma vogliamo darvi qualche consiglio per vivere in maniera più serena il percorso che vi porterà verso il parto, offrendo informazioni chiare, supporto emotivo e strumenti utili per affrontare questa fase con maggiore consapevolezza.
- Paura del parto o tocofobia?
- A cosa è dovuta la paura del parto
- Di cosa si ha paura quando si pensa al parto?
- I consigli per affrontare e vincere la paura del parto
- L’importanza di un corso preparto
- Che cos’è l’hypnobirthing e a cosa serve?
- Conclusioni
Paura del parto o tocofobia?
L’ultimo trimestre di gravidanza è il periodo in cui più di tutti prende forma la consapevolezza della maternità. In questi mesi il corpo cambia rapidamente, il pancione cresce, il piccolo si muove con più forza e la mente delle future mamme si avvicina sempre di più all’idea del momento del parto. È del tutto normale che insieme all’emozione facciano capolino ansia e timori: il parto rappresenta uno degli eventi più intensi della vita, un’esperienza che coinvolge fisico, emozioni e mente. Anche con i grandi progressi della medicina moderna, l’ignoto fa sempre un po’ paura.
Per chi affronta il primo parto, il timore principale è proprio quello dell’incertezza: come sarà il dolore? Riuscirò a gestirlo? Capirò quando inizierà il travaglio? Domande che ogni donna si pone e che fanno parte di un percorso di preparazione naturale. Chi ha già partorito, invece, può sentirsi agitata dall’idea di rivivere sensazioni molto forti o di ritrovarsi nuovamente in una situazione impegnativa o dolorosa.
La tocofobia, però, va oltre la normale ansia legata al parto. Rappresenta una vera e propria fobia caratterizzata da ansia intensa, panico, incubi e forte tensione emotiva che possono manifestarsi durante tutta la gravidanza. In alcuni casi la paura è così profonda da provocare sintomi fisici come tachicardia, insonnia, nausea o difficoltà respiratorie. Chi soffre di tocofobia tende a evitare anche solo l’idea del parto naturale e spesso chiede di partorire con un cesareo per timore del dolore o delle complicazioni.
Questa condizione può colpire sia le donne al primo parto, magari già predisposte a livelli elevati di ansia, sia chi ha vissuto un’esperienza traumatica in passato, come un travaglio molto lungo, interventi invasivi, un forte senso di perdita di controllo o complicazioni che hanno lasciato un segno emotivo profondo. Le donne più vulnerabili, con bassa autostima o una maggiore sensibilità emotiva, possono sviluppare più facilmente questo tipo di paura.[ 1 ]
A cosa è dovuta la paura del parto
Rimanendo nell’ambito della normale e fisiologica paura del parto che moltissime donne provano man mano che si avvicina il grande momento, è possibile individuare alcune cause ricorrenti. Si tratta di timori del tutto comprensibili, che nascono sia da aspetti fisici sia da dinamiche emotive e psicologiche tipiche degli ultimi mesi di gravidanza. Tra le motivazioni più comuni troviamo:
- paura del dolore, spesso alimentata dall’incertezza su come verrà percepito il travaglio e su quanto sarà intenso;
- paura di perdere il controllo, non soltanto a livello emotivo ma anche fisico, temendo di non riuscire a gestire il proprio corpo o le proprie reazioni;
- timore che qualcosa vada storto durante il parto, con la preoccupazione che possano insorgere complicazioni per la mamma o per il bambino, anche se nella realtà attuale questi eventi sono molto rari;
- sfiducia nei confronti dello staff ostetrico, un fattore che può emergere quando non ci si sente pienamente ascoltate, comprese o supportate durante la gravidanza.
A tutto questo si aggiunge l’influenza del contesto esterno. Storie di parti traumatici raccontate da amiche, parenti o conoscenti, così come esperienze lette su Internet o nei forum, possono diventare un potente amplificatore della paura. Molte volte questi racconti enfatizzano gli aspetti più negativi e non rappresentano la realtà della maggior parte dei parti, che procedono senza complicazioni.
Informarsi in modo corretto, confrontarsi con professionisti e frequentare ambienti positivi può aiutare a riportare queste paure a una dimensione più realistica e gestibile.
Di cosa si ha paura quando si pensa al parto?
Più nello specifico, le future mamme possono sperimentare una serie di ansie e timori assolutamente comprensibili. Si tratta di paure molto comuni, spesso condivise da donne con esperienze ed età diverse, e che possono essere affrontate con le giuste informazioni e un adeguato supporto emotivo. Vediamone alcune, insieme a qualche suggerimento per gestirle in modo più sereno.
La paura che il dolore sia insopportabile è sicuramente tra le più diffuse, soprattutto per chi si trova a vivere il primo parto. Non sapere cosa aspettarsi può rendere tutto più spaventoso, ma avere informazioni chiare sulle varie fasi del travaglio può ridurre notevolmente l’ansia. Il dolore del parto non è continuo, ma alternato a pause preziose che permettono al corpo di recuperare e prepararsi alla contrazione successiva. Inoltre, durante il travaglio entrano in gioco meccanismi ormonali naturali che aiutano la donna a sopportare meglio lo sforzo.
Per sentirsi più tranquille, è utile informarsi per tempo sulle opzioni di analgesia farmacologica disponibili nella struttura scelta e valutare, con l’aiuto dell’anestesista, il metodo più adatto. Molte donne trovano efficace anche ricorrere a forme di analgesia naturale, come cambi di posizione, massaggi, l’uso dell’acqua calda o tecniche di respirazione apprese durante il corso preparto.
Un altro timore molto diffuso è la paura di perdere il controllo, sia del proprio corpo sia delle proprie emozioni. Il parto, però, non è un’esperienza che si affronta “con la testa”, ma lasciandosi guidare dall’istinto e da sensazioni che emergono spontaneamente. Reazioni come piangere, urlare, tremare o avere piccole perdite sono del tutto normali per chi assiste ai parti ogni giorno. Non sono segnali di debolezza, ma manifestazioni fisiologiche dell’intensità dell’esperienza.
Molte donne temono anche di non saper spingere correttamente o di non capire il momento giusto per farlo. In realtà il corpo manda segnali molto chiari: quando il bambino è pronto a nascere, il premito, quel bisogno irresistibile di spingere, emerge in modo spontaneo. Non servono tecniche complesse, basta ascoltare il proprio corpo ed eventualmente cambiare posizione per trovare quella più efficace e comoda.
Infine, la paura delle complicazioni accompagna molte future mamme. Pur essendo comprensibile, è bene ricordare che in Italia le complicazioni gravi durante il parto sono oggi rarissime grazie ai protocolli di sicurezza e ai continui progressi della moderna ostetricia. Scegliere una struttura ben attrezzata, con personale che trasmetta fiducia e competenza, e magari preparare un piano del parto, può aiutare enormemente a mantenere questo timore entro limiti sani e realistici.
I consigli per affrontare e vincere la paura del parto
Vediamo ora qualche consiglio utile per tenere a bada le ansie e i nervosismi che possono emergere man mano che la data del parto si avvicina. Si tratta di strategie semplici ma efficaci, che aiutano molte donne a ritrovare un senso di controllo e serenità durante le ultime settimane di gravidanza.
- Non pensate troppo ai rischi: è naturale sapere che, come ogni evento importante, anche il parto comporta qualche rischio. Tuttavia questi timori, se ingigantiti, possono bloccare e creare ulteriore tensione. Concentrarsi sul benessere quotidiano, scegliere una struttura che infonda fiducia e parlare apertamente con il proprio ginecologo o ostetrica può aiutare a riportare i pensieri su binari più rassicuranti.
- Racconti di parti tragici? No grazie. Molte paure nascono da storie sensazionalistiche o esagerate, ascoltate da conoscenti o lette online. Questi racconti non rappresentano quasi mai la realtà della maggior parte dei parti, che procedono senza complicazioni. Proteggetevi da narrazioni negative e chiedete agli altri di evitare dettagli inutilmente spaventosi.
- Circondatevi di persone tranquille e positive, che sappiano trasmettere calma e sostegno. Non si tratta solo del personale sanitario che vi seguirà, ma anche del partner, di amiche, della mamma o di figure di riferimento che conoscano bene il vostro modo di vivere la gravidanza. Il supporto emotivo delle persone giuste può fare una grande differenza.
- Parlate apertamente delle vostre paure. Confrontarsi con qualcuno di fidato permette di alleggerire i pensieri e rimettere le emozioni nella giusta prospettiva. Spesso, nel dirle ad alta voce, ci si rende conto che molte paure sono più grandi nella mente che nella realtà. Condividere dubbi e timori può davvero ridimensionare anche le sensazioni più intense.
- Non abbiate paura del cambiamento. Molte donne vivono inconsciamente il timore che il parto segni un cambiamento profondo nel proprio ruolo o nella propria identità. Diventare mamma significa affrontare nuove responsabilità e questo può intimorire. In alcuni casi questa paura può addirittura influire sul travaglio, ostacolando la dilatazione. Affrontare il tema per tempo, magari costruendo una rete di supporto o parlando con un professionista, può aiutare a viverlo con maggiore consapevolezza e serenità.
L’importanza di un corso preparto
Il corso preparto rappresenta un momento fondamentale di preparazione emotiva e pratica per molte future mamme. Non è solo un’occasione per ricevere informazioni utili, ma anche uno spazio protetto in cui confrontarsi con altre donne che stanno vivendo la stessa esperienza. Capire che ansie e paure sono comuni e condivise può essere estremamente rassicurante.
Un buon corso preparto dovrebbe offrire molto più di una semplice spiegazione tecnica delle fasi del travaglio. È importante che proponga momenti dedicati al dialogo, alle domande libere, alla condivisione dei dubbi e anche alle emozioni che emergono avvicinandosi al parto. La possibilità di visitare il reparto maternità, conoscere in anticipo gli ambienti e, quando possibile, incontrare parte del personale che assisterà al parto è un ulteriore elemento che contribuisce a ridurre l’ansia.
Durante il corso si affrontano temi fondamentali come le tecniche di respirazione, la gestione del dolore, le posizioni da assumere in travaglio, l’uso dell’analgesia, il ruolo del partner e cosa aspettarsi nelle prime ore dopo la nascita. Si tratta di strumenti preziosi che aiutano a sentirsi più preparate e a vivere il parto con maggiore fiducia in sé stesse.
Che cos’è l’hypnobirthing e a cosa serve?
L’hypnobirthing, che potremmo tradurre come ipnoparto, è una tecnica sempre più conosciuta e apprezzata dalle future mamme che desiderano vivere un parto più sereno e, per quanto possibile, meno doloroso. La sua popolarità è aumentata anche grazie a personaggi noti, come Kate Middleton, che pare abbia utilizzato alcuni principi dell’hypnobirthing durante il travaglio del suo primo figlio. Ma di cosa si tratta davvero?
L’hypnobirthing è un percorso di preparazione mentale ed emotiva da intraprendere prima del parto. Il suo obiettivo è aiutare la donna a liberarsi da paure, tensioni e pensieri negativi che, inconsciamente, possono rendere il travaglio più lungo e più doloroso. Non si parla di “ipnosi” nel senso tradizionale, ma di uno stato di profondo rilassamento e concentrazione in cui la futura mamma impara a gestire il proprio corpo e la propria mente in sinergia.
Uno degli aspetti centrali riguarda la respirazione. Attraverso esercizi specifici, si imparano tecniche per favorire l’ossigenazione, ridurre la tensione e aumentare la sensazione di controllo, soprattutto durante le contrazioni. A questo si aggiunge l’uso di visualizzazioni guidate e di affermazioni positive che aiutano a sostituire il pensiero della paura con uno più fiducioso e costruttivo.
Un altro punto chiave dell’hypnobirthing è il contrasto tra paura e dolore. Quando una donna è spaventata, il corpo attiva risposte fisiologiche automatiche che aumentano la tensione muscolare. Questo irrigidimento rende le contrazioni più difficili da gestire e può perfino rallentare il travaglio. Attraverso tecniche di autorilassamento profondo, invece, il corpo si apre e collabora con il processo del parto, riducendo la percezione del dolore e favorendo una maggiore fluidità.
L’hypnobirthing coinvolge spesso anche il partner, che può imparare tecniche di supporto emotivo e fisico, diventando una figura attiva e presente durante il travaglio. Molte coppie riferiscono di aver vissuto l’esperienza con più armonia e comunicazione grazie a questo metodo.
In sintesi, l’hypnobirthing può essere un buon alleato per ridurre ansia e tensione e trasformare il parto in un evento più consapevole e meno spaventoso. Ogni donna è diversa, ma apprendere tecniche che aiutano a sentirsi più preparate e padrone del proprio corpo può fare una grande differenza durante il grande giorno.
Conclusioni
Affrontare il momento del parto con serenità non significa eliminare del tutto la paura del parto, ma imparare a riconoscere le varie paure, comprenderle e trasformarle in consapevolezza. Informarsi in modo corretto, circondarsi di persone positive, scegliere professionisti che trasmettono fiducia e prepararsi attraverso strumenti come il corso preparto o tecniche di rilassamento può aiutare molte future mamme a vivere questo percorso con maggiore tranquillità.
Ogni donna arriva al parto con la propria storia, il proprio bagaglio emotivo e un modo tutto personale di affrontare le sfide. Non esiste un approccio giusto per tutte, ma esiste certamente il modo migliore per ciascuna. Prendersi il tempo per ascoltarsi, chiedere aiuto quando serve e costruire una rete di sostegno sono passi fondamentali per sentirsi più sicure mentre ci si avvicina a un evento unico e potentissimo.
Il parto non è soltanto un momento di fatica, è anche un’esperienza di grande forza, trasformazione e amore. Con gli strumenti adatti e il giusto supporto, può diventare un ricordo prezioso da custodire e raccontare con orgoglio.
NOTE
1. Ipsico, Paura del parto, la cosiddetta tocofobia



























