Parto prematuro, le cause e le possibili conseguenze Sono molte le future mamme preoccupate dall'eventualità di un parto prematuro. Vediamo quindi cosa sapere: quali sono le cause e le possibili conseguenze e come provare a prevenire questa eventualità.

Parto prematuro, le cause e le possibili conseguenze

Si parla di parto prematuro quando la nascita del piccolo avviene prima del completamento della 37esima settimana di gravidanza. Ma quali sono le cause del parto prematuro? È possibile prevederlo o evitarlo? E quali sono le possibile conseguenze per la salute del bambino? Noi di BlaBlaMamma vogliamo spiegarvi tutto quello che c’è da sapere su questo delicato argomento, che spesso causa qualche preoccupazione nelle future mamme.

La situazione in Italia e nel mondo

In Italia i bambini nati prematuri sono circa il 7% del totale, secondo i dati del Ministero della Salute. Si tratta di bambini nati prima della 37esima settimana di gravidanza, dei piccoli, grandi guerrieri a cui è stata dedicata anche la Giornata Mondiale della Prematurità, che cade il 17 novembre di ogni anno.[ 1 ]
L’Organizzazione Mondiale della Salute stima invece che a livello globale siano circa 15 milioni i bambini che nascono troppo presto – circa 1 su 10 – dei quali circa 1 milione purtroppo muore per complicazioni date proprio dalla nascita pretermine. Molti dei piccoli che sopravvivono, inoltre, andranno incontro a disabilità, difficoltà di apprendimento e problemi uditivi e visivi. Proprio per questo motivo l’OMS ha stilato delle linee guida per migliorare le cure in caso di nascita prematura, soprattutto nei Paesi meno sviluppati, in cui mancano cure praticabili e convenienti e si è più esposti a infezioni e malattie.[ 2 ]

Le cause del parto prematuro

Ci sono alcuni fattori che possono concorrere a determinare l’eventualità di un parto pretermine e non si tratta solo di cause fisiche: alcuni esperti sostengono che il rischio di parto prematuro può dipendere anche da cause socio economiche come povertà, denutrizione, lavori pesanti della madre, abuso di alcol e sostanze stupefacenti e scarse condizioni igieniche. Tra le cause fisiologiche che possono provocare un parto prematuro o indurre il medico ad anticipare il parto possiamo individuare:

  • incontinenza cervicale;
  • malformazioni dell’utero;
  • anomalie della placenta;
  • riduzione del liquido amniotico;
  • ipertensione;
  • colestasi (una patologia del fegato che può apparire nell’ultimo periodo della gravidanza);
  • arresto della crescita del feto;
  • gravidanza gemellare, soprattutto nel caso in cui in cui i due feti siano nutriti dalla stessa placenta.[ 1 ]

Altri fattori che possono entrare in gioco sono:

  • l’età della madre, nel caso in cui sia inferiore ai 16 anni o superiore ai 35;
  • statura e peso della mamma al di fuori dei valori normali;
  • precedenti di placenta previa, distacco della placenta o rottura delle membrane.

Nella maggior parte dei casi non basta una sola di queste cause per andare incontro ad un parto prematuro.

Parto prematuro, le cause e le possibili conseguenze

Si può prevedere il parto prematuro?

Controlli periodici, con esami ed ecografie, hanno il compito di monitorare lo stato di salute e il benessere della futura mamma e del suo bambino per tutta la durata della gravidanza. In genere nel corso di queste visite vengono individuati e riconosciuti alcuni segnali che possono far pensare all’eventualità di un parto pretermine. Alcune avvisaglie da tenere sotto controllo possono essere la presenza di contrazioni uterine anticipate e l’accorciamento del collo dell’utero, riscontrabile con un’ecografia.[ 1 ]
Nel caso in cui si sospetti questa eventualità, il medico raccomanderà tutti gli accorgimenti utili per prevenire il parto prematuro, come evitare spostamenti, lavori pesanti e fonti di stress. In alcuni casi verrà prescritta una terapia farmacologica per contrastare la contrazioni uterine oppure il cerchiaggio cervicale, che ha lo scopo di rinforzare la tenuta della cervice uterina in caso di incontinenza cervicale. Non è sempre necessario il ricovero, anche se in alcuni casi può essere la scelta migliore; spesso è sufficiente il riposo assoluto a letto.

Alcuni studi hanno dimostrato che anche l’alimentazione e lo stile di vita possono influire sul rischio di nascita prematura. In particolare, un consumo adeguato di Omega3, contenuti ad esempio nel salmone, può ridurre le contrazioni uterine e aumentare la maturità della cervice. Valgono poi le normali accortezze per una sana gravidanza, come ad esempio evitare il fumo, il consumo di alcol e gli sforzi eccessivi.

Parto prematuro, le cause e le possibili conseguenze

Quali sono i rischi per la mamma e il bambino?

Il parto prematuro comporta dei rischi sia per la mamma che per il suo bimbo. Per la mamma il rischio è quello di vedere aggravate le condizioni di salute che hanno portato al parto pretermine, come ad esempio ipertensione, diabete, insufficienza cardio-respiratoria e infezioni uro-ginecologiche. Per il bimbo, invece, i rischi vanno da un ritardo della crescita alla paralisi cerebrale e aumentano per i bimbi nati sotto le 32 settimane o con un peso inferiore a 1,5 chili. La mortalità dei bimbi nati prematuri si è molto abbassata, tanto che la sopravvivenza di un bambino nato alla 32esima settimana è praticamente uguale a quella di un bimbo nato a termine.

Speriamo di aver fatto un po’ di chiarezza su un argomento che è spesso fonte di preoccupazione. Se avete dubbi o domande fatecelo sapere sui nostri canali social!

NOTE


1. Humanitas San Pio X, Rischio di parto pretermine: si può “prevedere” con esami e controlli periodici
2. Autore, WHO recommendations on interventions to improve preterm birth outcomes