Swaddling, tutto quello che c’è da sapere sulla fasciatura del neonato Conoscete già la pratica dello swaddling, o fasciatura neonati? Consiste nel fasciare il neonato per infondergli la stessa sensazione di sicurezza che provava nel pancione. Vediamo insieme cosa sapere.

Forse qualcuno ne ha solo un ricordo confuso, legato ai racconti delle nonne o alle immagini dei neonati di una volta: la pratica di fasciare il neonato. In realtà non si tratta affatto di un’usanza superata. Negli ultimi anni, infatti, se ne stanno riscoprendo i benefici e questa tecnica è tornata sotto i riflettori con il nome di swaddling.

Sempre più genitori e professionisti dell’infanzia riconoscono nello swaddling un valido alleato nei primi mesi di vita, soprattutto per favorire il rilassamento e il sonno del neonato. Noi di BlaBlaMamma vogliamo quindi spiegare in modo chiaro di cosa si tratta, come fasciare un neonato correttamente e tutto quello che è utile sapere su questa pratica, per valutarla con maggiore consapevolezza e serenità.

Le origini dello swaddling

Il termine swaddling deriva dal verbo inglese “to swaddle”, che significa fasciare, mentre con swaddle si indica anche il telo, spesso in mussola, utilizzato per avvolgere il neonato. Si tratta però di una pratica molto più antica di quanto il nome moderno lasci intendere: la fasciatura del neonato è presente in numerose culture ed è stata utilizzata per secoli come gesto di cura e protezione nei primi giorni e mesi di vita.

Tradizionalmente lo swaddling veniva adottato soprattutto durante il sonno, con l’obiettivo di limitare i movimenti improvvisi che potevano svegliare il piccolo. Oggi, grazie a una maggiore attenzione allo sviluppo neonatale, si è compreso che questa pratica non serve solo a favorire un riposo più continuo, ma contribuisce anche a offrire al neonato una profonda sensazione di sicurezza e contenimento. L’avvolgimento richiama infatti le condizioni vissute nel grembo materno, aiutando il bambino a sentirsi protetto in una fase di grande adattamento al mondo esterno.

A cosa serve la fasciatura neonati?

Fasciare un neonato per dormire, anche se a prima vista può sembrare una pratica insolita, può offrire diversi benefici, soprattutto nei primi mesi di vita. In particolare risulta utile per i bambini che hanno vissuto un parto complesso, che appaiono più sensibili agli stimoli o che faticano a rilassarsi e a riposare in modo continuativo. Non a caso, in alcuni contesti ospedalieri, questa tecnica viene suggerita ai neo genitori come supporto nei momenti di maggiore agitazione del piccolo.

Lo swaddling consiste nell’avvolgere delicatamente il neonato in un telo, solitamente in mussola, con l’obiettivo di ricreare una sensazione di contenimento simile a quella sperimentata nel pancione. Questo avvolgimento può favorire calma e benessere, aiutando il bambino a percepire confini chiari e rassicuranti, accompagnati da una piacevole sensazione di calore.

Spesso si tende a dimenticare che il parto rappresenta un evento impegnativo anche per il neonato. Il passaggio improvviso dall’utero a un ambiente completamente diverso, più ampio e ricco di stimoli, può risultare disorientante, soprattutto se si pensa alle condizioni di spazio ristretto e protetto tipiche dell’ultimo periodo di gravidanza. In questo senso, lo swaddling può contribuire ad attenuare la sensazione di “vuoto” che alcuni neonati sperimentano, favorendo un rilassamento progressivo e aiutandoli a sentirsi più tranquilli e al sicuro.

Come fasciare il neonato

Per ottenere davvero tutti i benefici dello swaddling è fondamentale che la fasciatura venga eseguita in modo corretto e soprattutto sicuro. Una fasciatura fatta bene aiuta il neonato a rilassarsi, mentre una troppo stretta o imprecisa può risultare fastidiosa. Vediamo quindi, passo dopo passo, come fasciare il neonato nel modo giusto.

Per prima cosa è necessario procurarsi uno swaddle o un telo in mussola sufficientemente grande. Il telo va steso su una superficie piana disponendolo a rombo, con un vertice rivolto verso l’alto. L’angolo superiore va poi ripiegato verso il basso, fino a circa metà del telo. A questo punto si può adagiare il neonato al centro, con le spalle allineate al bordo superiore piegato e le braccia accostate ai fianchi oppure raccolte sul petto, in una posizione naturale e confortevole.

Si procede ripiegando un lato del telo sul torace del piccolo, avvolgendolo delicatamente e infilando il lembo sotto la schiena sul lato opposto, in modo che resti ben fermo. Dopo aver sistemato correttamente anche l’altro braccino, si porta verso l’alto l’angolo inferiore dello swaddle, lasciando però sufficiente libertà di movimento alle gambe e ai piedini, che non devono mai essere completamente immobilizzati. Infine si conclude la fasciatura chiudendo l’ultimo lato del telo e fissandolo dietro la spalla opposta.

Durante tutta la procedura è importante prestare attenzione a non fasciare il neonato in modo eccessivamente stretto. Il telo deve contenere e avvolgere, ma senza comprimere il torace o ostacolare la respirazione. Un buon riferimento è verificare che tra il telo e il corpo del bambino ci sia lo spazio per inserire almeno due dita, segno che la fasciatura è sicura e confortevole.

Swaddling, cosa sapere sulla fasciatura del neonato - come fasciare neonato

Che cos’è lo swaddle e che caratteristiche deve avere

Lo swaddle è il telo, solitamente in mussola, utilizzato per fasciare il neonato durante il riposo o nei momenti di maggiore agitazione. La scelta del tessuto è un aspetto fondamentale, perché questo accessorio entra a diretto contatto con la pelle, particolarmente delicata, del bambino. Per questo motivo è sempre consigliabile orientarsi su prodotti di qualità, realizzati con materiali naturali come il cotone biologico o il cotone misto seta, che risultano traspiranti, morbidi e ben tollerati anche dalle pelli più sensibili.

Uno swaddle ben fatto deve essere piacevole al tatto ma allo stesso tempo resistente, in modo da mantenere la sua forma anche dopo numerosi lavaggi. La mussola, infatti, ha il vantaggio di essere un tessuto leggero, che si asciuga rapidamente e diventa sempre più morbido con l’uso, senza perdere efficacia. Oltre alla funzionalità, esiste anche un aspetto pratico ed estetico: gli swaddle sono disponibili in moltissime fantasie e colori, rendendo facile abbinarli al corredino o all’ambiente domestico.

Per quanto riguarda la forma, lo swaddle è generalmente quadrato e viene proposto in diverse dimensioni. Le misure più comuni sono quelle intorno ai 70 centimetri, ideali per i primissimi mesi, e quelle più grandi, di circa un metro o poco più, che consentono una fasciatura più agevole e possono essere utilizzate più a lungo. Scegliere la misura giusta aiuta a fasciare il neonato in modo corretto, evitando teli troppo piccoli o difficili da gestire.

I mille usi dello swaddle

Lo swaddle nasce principalmente per fasciare il neonato, ma uno dei suoi grandi vantaggi è la versatilità. Una volta terminata la fase della fasciatura, questo telo continua a rivelarsi un accessorio estremamente utile nella quotidianità, adattandosi a molte situazioni diverse della vita con un bambino piccolo.

Grazie alla leggerezza e alla traspirabilità della mussola, lo swaddle può essere utilizzato:

  • per coprirsi durante l’allattamento in pubblico, offrendo maggiore privacy e comfort nei momenti in cui ci si sente più a disagio;
  • come lenzuolino leggero o come coprimaterasso improvvisato per il lettino o la carrozzina;
  • da appoggiare sul seggiolino dell’auto, soprattutto in estate, per assorbire il sudore e rendere il viaggio più confortevole;
  • come base su cui cambiare il neonato quando ci si trova fuori casa o in ambienti di cui non si è certe dal punto di vista dell’igiene, evitando il contatto diretto con superfici potenzialmente sporche;
  • come accappatoio leggero dopo il bagnetto, approfittando della capacità del tessuto di asciugarsi rapidamente;
  • come copertina per la nanna, ideale nei mesi più caldi grazie alla sua traspirabilità.

La praticità dello swaddle lo rende quindi un vero alleato, capace di accompagnare genitori e bambini ben oltre i primi mesi di vita, adattandosi alle esigenze che cambiano giorno dopo giorno.
Swaddling, cosa sapere sulla fasciatura del neonato

Fino a quando fasciare il neonato?

Lo swaddling viene generalmente consigliato solo nei primi mesi di vita e, nella maggior parte dei casi, non oltre il terzo mese. Con il passare delle settimane, infatti, il bambino inizia gradualmente a percepire meno il disagio legato allo spazio eccessivo rispetto a quello vissuto nel pancione e sviluppa una maggiore capacità di adattamento all’ambiente esterno.

Già intorno ai due mesi molti neonati cominciano a cercare attivamente le proprie mani, portandole alla bocca come forma di esplorazione e di auto consolazione. In questa fase diventa importante lasciare al piccolo una maggiore libertà di movimento, così da favorire lo sviluppo della coordinazione e della consapevolezza del proprio corpo. Per questo motivo, lo swaddling dovrebbe essere progressivamente ridotto e poi sospeso.

Non esiste un limite rigido di ore entro cui il neonato non debba essere fasciato, ma gli esperti suggeriscono di evitare di tenerlo fasciato durante il pianto, per non associare la fasciatura a una sensazione negativa o di frustrazione. Inoltre, per garantire la massima sicurezza, è fondamentale far dormire il bambino fasciato sempre a pancia in su e verificare che le vie aeree siano completamente libere. Queste semplici attenzioni aiutano a ridurre il rischio di incidenti e permettono di utilizzare lo swaddling in modo più consapevole e sicuro.

Conclusioni

Lo swaddling rappresenta una pratica semplice ma ricca di significato, che può offrire un valido supporto nei primi mesi di vita del neonato se utilizzata con consapevolezza e attenzione. Fasciare il bambino può aiutarlo a sentirsi più contenuto e protetto in una fase di grande cambiamento, favorendo calma e riposo. Come per molte scelte legate alla cura dei più piccoli, non esiste una regola valida per tutti: osservare il proprio bambino, rispettarne i tempi e adattare la pratica alle sue esigenze resta sempre l’aspetto più importante. Usato correttamente, lo swaddling può diventare un piccolo gesto quotidiano capace di trasmettere sicurezza e benessere, sia al neonato che ai genitori.