Viaggiare in gravidanza, i consigli per partire sicure Molte future mamme si chiedono se possono viaggiare in auto, in treno o in aereo anche mentre solo in dolce attesa. Ecco cosa sapere per partire sicure.

viaggiare in gravidanza

Tra i dubbi più frequenti delle future mamme, ne siamo certi, rientra anche quello legato all’opportunità di viaggiare in gravidanza. È davvero possibile spostarsi? E soprattutto, il viaggio è sicuro sia per la gestante che per il bambino?

Noi di BlaBlaMamma vogliamo fare chiarezza e offrire un punto di riferimento affidabile, spiegando come affrontare i viaggi in gravidanza in modo sereno e informato. Che si tratti di un weekend fuori porta o di una tratta un po’ più lunga, e che il mezzo scelto sia l’aereo, il treno o l’auto, esistono alcuni accorgimenti utili per rendere gli spostamenti più confortevoli, prevenire fastidi e affrontare ogni percorso con maggiore tranquillità.

Nei prossimi paragrafi troverete indicazioni pratiche, consigli mirati e tutte le precauzioni da considerare prima di mettersi in viaggio durante la dolce attesa. Per partire preparate e senza ansie.

Si può viaggiare in gravidanza?

Viaggiare durante la gravidanza è assolutamente possibile, purché la gestazione proceda senza complicazioni e vengano rispettate le indicazioni del proprio medico. La gravidanza, infatti, non è una condizione patologica: nella maggior parte dei casi la futura mamma può continuare a svolgere molte attività quotidiane, compresi gli spostamenti per lavoro o per piacere.

Prima di organizzare un viaggio, è comunque consigliabile confrontarsi con il ginecologo o con l’ostetrica di riferimento, soprattutto se sono presenti fattori di rischio o piccoli disturbi che meritano attenzione. Una valutazione preventiva può aiutare a capire se ci sono aspetti da monitorare, se è utile programmare eventuali controlli prima della partenza o se conviene adottare qualche precauzione in più.

In presenza di una gravidanza fisiologica, invece, si possono programmare viaggi con diversi mezzi di trasporto, compreso l’aereo, scegliendo itinerari e modalità che garantiscano comfort, idratazione e libertà di movimento. Pochi accorgimenti mirati possono rendere lo spostamento più piacevole e sereno, evitando stress inutili e favorendo un’esperienza positiva sia per la mamma che per il bambino.

Quali sono i periodi migliori per viaggiare in gravidanza?

Durante la gravidanza esistono momenti più delicati e altri in cui pianificare un viaggio risulta più semplice e confortevole. Nel primo trimestre è consigliabile prestare un po’ di attenzione in più: il rischio fisiologico di aborto spontaneo è leggermente più elevato indipendentemente dallo spostarsi o meno, e molte gestanti possono avvertire nausea, stanchezza o sensazioni di malessere che possono rendere meno piacevole l’idea di mettersi in viaggio.

Anche il terzo trimestre richiede alcune precauzioni, soprattutto dalla 32esima settimana in avanti. Il pancione più evidente può rendere difficili le posizioni sedute per tempi prolungati e bisogna considerare la possibilità, seppur non comune, di parto prematuro. Inoltre, man mano che si avvicina la data presunta del parto è sempre meglio non allontanarsi troppo da una struttura ospedaliera facilmente raggiungibile.

Il momento generalmente più favorevole per viaggiare è il secondo trimestre, indicativamente dalla 14esima alla 28esima settimana. In questa fase la maggior parte delle gestanti:

  • non soffre più della nausea tipica delle prime settimane,
  • ha livelli di energia più stabili,
  • avverte una maggiore sensazione di benessere,
  • vive la gravidanza con più leggerezza e comfort nei movimenti.

Proprio per questo, molti specialisti considerano questo periodo ideale per organizzare spostamenti, weekend e vacanze.
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Si può prendere l’aereo in gravidanza?

L’aereo è uno dei mezzi di trasporto più sicuri anche durante la gravidanza, nonostante spesso rappresenti una delle maggiori preoccupazioni per le future mamme. Quando la gestazione procede senza complicazioni, volare è generalmente consentito, ma è importante adottare alcuni accorgimenti per rendere il viaggio più confortevole e ridurre i rischi legati alla sedentarietà prolungata.[ 1 ] Indossare abiti ampi, scarpe comode e soprattutto calze a compressione graduata può favorire la circolazione sanguigna e contribuire a prevenire la trombosi venosa profonda, particolarmente durante i voli di media e lunga durata.

Un altro consiglio utile è scegliere, quando possibile, un posto vicino al corridoio: questo permette di alzarsi, camminare e sgranchirsi le gambe con facilità, un gesto semplice ma molto importante se il viaggio supera le 3–4 ore. Anche bere acqua regolarmente aiuta a contrastare la disidratazione dovuta all’aria secca dell’aereo.

Per quanto riguarda i controlli aeroportuali, i passaggi al metal detector sono considerati sicuri sia per la gestante che per il bambino, ma chi preferisce può richiedere una perquisizione manuale. Prima della partenza è comunque buona norma effettuare una visita ginecologica per verificare l’assenza di controindicazioni specifiche al volo.

Occorre prestare particolare attenzione alle politiche delle compagnie aeree: la maggior parte non consente l’imbarco oltre la 37esima settimana di gravidanza, mentre alcune applicano restrizioni già dalla 34esima. In molti casi può essere richiesto un certificato di idoneità al viaggio redatto dal ginecologo, con indicata la data presunta del parto. Informarsi in anticipo evita imprevisti e assicura un’esperienza di viaggio più serena e organizzata.

Gravidanza e auto, treno o nave

In gravidanza si può viaggiare in auto? Assolutamente sì, anche nelle ultime settimane, purché vengano adottati alcuni accorgimenti utili. La cintura di sicurezza va sempre indossata: il timore che possa nuocere al bambino è un mito infondato. Per renderla più confortevole e sicura, basta far passare la fascia orizzontale al di sotto del pancione e quella diagonale sopra la spalla e il torace, evitando che esercitino pressione diretta sull’addome. Se il viaggio è lungo, è importante programmare soste regolari per muovere le gambe, idratarsi e ridurre la sensazione di rigidità.

Anche i viaggi in nave sono generalmente consentiti, soprattutto durante i mesi centrali della gravidanza. Bisogna però tenere conto del moto ondoso, che può accentuare nausea e malesseri, soprattutto in chi soffre già di cinetosi. Sono utili piccoli accorgimenti come scegliere cabine centrali e stabili, preferire orari con mare più calmo e, se necessario, chiedere al medico quali rimedi contro la nausea siano compatibili con la gravidanza.

Viaggiare in treno in gravidanza può risultare persino più confortevole rispetto ad altri mezzi. Il treno permette di alzarsi, camminare e cambiare posizione con facilità, aspetti particolarmente utili per favorire la circolazione e ridurre il gonfiore delle gambe. Inoltre spostarsi verso il bagno risulta semplice e immediato, senza dover attendere segnali o tempi specifici come può accadere su aerei o navi, rendendo il viaggio particolarmente comodo per chi ha bisogno di alzarsi spesso.

Verso il termine della gravidanza, indipendentemente dal mezzo scelto, è sempre consigliabile portare con sé la documentazione clinica essenziale e tutto ciò che può essere utile in caso di necessità, incluse le ultime analisi e il piano del parto, se già preparato. Avere tutto a portata di mano permette di affrontare gli spostamenti con maggiore tranquillità e consapevolezza.

I mezzi di trasporto sconsigliati

Ci sono alcuni mezzi sconsigliati per viaggiare in gravidanza, non perché siano vietati in senso assoluto, ma perché aumentano in modo significativo il rischio di cadute, traumi o sollecitazioni eccessive sull’addome. Durante la gestazione, infatti, l’equilibrio può essere meno stabile, la postura cambia e l’utero diventa più sensibile ai movimenti bruschi.

Le due ruote come moto, scooter, biciclette e quad rientrano tra le soluzioni meno sicure per diversi motivi:

  • minor stabilità rispetto ai mezzi a quattro ruote, con maggiore rischio di cadute;
  • forti vibrazioni che possono creare fastidi o dolore lombare e pelvico;
  • esposizione diretta all’ambiente esterno, con possibilità di impatti anche lievi ma comunque rischiosi;
  • reazioni improvvise del mezzo, soprattutto su strada bagnata o sconnessa.

Sono da evitare anche mezzi destinati ad attività ricreative o sportive ad alto impatto come:

  • motoslitte, che viaggiano su terreni irregolari;
  • fuoristrada su percorsi molto accidentati che provocano continui sobbalzi;
  • mezzi da parchi divertimento come montagne russe, giostre veloci o attrazioni con accelerazioni e decelerazioni improvvise;
  • gommoni o motoscafi in mare agitato, dove il continuo impatto con le onde crea movimenti bruschi.

Questi mezzi, pur non rappresentando un rischio diretto per il bambino in condizioni standard, aumentano la possibilità di traumi, scivolate o contraccolpi che in gravidanza è sempre meglio evitare.

Meglio orientarsi su soluzioni più stabili e confortevoli, soprattutto quando il pancione cresce e il baricentro cambia. La priorità è rendere ogni spostamento il più sicuro possibile, riducendo qualsiasi potenziale fonte di stress o pericolo per la mamma e per il bambino.

Conclusioni

Viaggiare in gravidanza è possibile e spesso anche piacevole, purché la gestazione proceda senza complicazioni e vengano adottati alcuni accorgimenti mirati. Scegliere il periodo giusto, informarsi sulle politiche delle compagnie aeree, privilegiare mezzi confortevoli e programmare qualche pausa extra aiuta a rendere ogni spostamento più sereno.

Con il supporto del proprio medico e con una buona organizzazione, la futura mamma può continuare a muoversi in sicurezza, ascoltando il proprio corpo e selezionando sempre la soluzione più comoda e protetta. L’obiettivo non è rinunciare ai viaggi, ma viverli con consapevolezza e tranquillità, garantendo benessere sia a sé stessa che al bambino.

NOTE


1. Ospedale Niguarda, Viaggiare in gravidanza