Cosa sapere sulla disortografia e come aiutare i bimbi che ne soffrono? Ci sono bimbi che fanno più fatica degli altri a scrivere correttamente: potrebbe trattarsi di disortografia, un Disturbo Specifico dell'Apprendimento che li porta a fare molti errori di scrittura. Vediamo insieme di cosa si tratta e come gestirlo al meglio.

Cosa sapere sulla disortografia e come aiutare i bimbi che ne soffrono

Ci sono bambini che mostrano maggiori difficoltà rispetto ai loro coetanei nell’apprendere attività apparentemente semplici come leggere, scrivere e contare. Spesso non si tratta di svogliatezza o di mancanza di intelligenza, anche se purtroppo capita che vengano erroneamente etichettati così: nella maggior parte dei casi si tratta di bambini con DSA, ovvero con disturbi specifici dell’apprendimento. Questi disturbi fanno sì che apprendano con maggiore difficoltà alcune competenze rispetto agli altri bambini, proprio perché il loro cervello elabora le informazioni in modo differente.

Noi di BlaBlaMamma approfondiremo in particolare il tema della disortografia, un disturbo specifico della scrittura che rientra nella categoria dei DSA e che si manifesta nella difficoltà di trasformare correttamente il linguaggio orale in linguaggio scritto, traducendo i suoni in simboli grafici conformi alle regole ortografiche. Riconoscere tempestivamente la disortografia è importante per poter intervenire adeguatamente sia a scuola che a casa, supportando concretamente i bambini nel loro percorso educativo, sociale ed emotivo.

Cos’è la disortografia? Significato e definizione

La disortografia è un disturbo specifico della scrittura caratterizzato dalla difficoltà del bambino nel trasformare il linguaggio orale in linguaggio scritto, cioè nel tradurre correttamente i suoni ascoltati in simboli grafici che rispettino le regole ortografiche della lingua. Questo disturbo, così come accade per altri tipi di DSA, non è in alcun modo causato da mancanza di impegno del bambino, né da deficit intellettivi, sensoriali o motori.
Nonostante le cause esatte della disortografia non siano ancora completamente chiarite, numerosi studi evidenziano una possibile componente genetica: un bambino ha infatti una maggiore probabilità di presentare difficoltà di apprendimento specifiche come la disortografia se anche uno o entrambi i genitori manifestano disturbi legati alla scrittura, alla lettura o ad altre aree dell’apprendimento. Altri fattori che possono contribuire sono una minore efficienza dei processi cognitivi coinvolti nella percezione e nell’elaborazione del linguaggio scritto, così come aspetti neurobiologici che influenzano il modo in cui il cervello decodifica e trascrive i suoni.

È importante identificare precocemente questo disturbo per intervenire con strategie mirate, garantendo ai bambini il giusto sostegno scolastico e psicologico che permetta loro di sviluppare al meglio il proprio potenziale.

Disortografia: sintomi e come riconoscerla

La disortografia tende a diventare evidente generalmente attorno ai 7-8 anni di età, ossia durante il secondo anno della scuola primaria, quando la scrittura inizia a strutturarsi e i bambini dovrebbero già padroneggiare almeno in parte le principali regole ortografiche. Prima di questa fase, le difficoltà riscontrate nella scrittura potrebbero essere facilmente scambiate con le normali problematiche che qualunque bambino incontra imparando a leggere e scrivere.
Tuttavia, ci sono alcuni segnali precoci e sintomi ricorrenti che possono aiutare genitori e insegnanti a riconoscere precocemente un possibile caso di disortografia:

  • difficoltà marcata nell’organizzazione spazio-temporale (ad esempio difficoltà nell’orientarsi tra destra e sinistra, oppure nella gestione del foglio o dello spazio sul quaderno);
  • limitata capacità di percezione visiva e uditiva, ovvero il bambino può confondere frequentemente lettere con suoni simili oppure con una grafia simile;
  • difficoltà di linguaggio, che si manifesta con errori di pronuncia o una struttura della frase poco fluida e corretta;
  • scarsa capacità di simbolizzazione grafica, con difficoltà nel tradurre rapidamente il suono in simbolo grafico corretto;
  • evidente affaticamento durante i compiti scritti, con stanchezza precoce e demotivazione;
  • disagio psicologico correlato, che può manifestarsi attraverso ansia, scarsa autostima, rifiuto della scrittura e frustrazione.

Spesso la disortografia non si presenta isolata ma associata ad altri disturbi specifici dell’apprendimento come la discalculia (difficoltà nell’apprendimento dei calcoli matematici) o la dislessia (difficoltà nella lettura), che complicano ulteriormente il percorso scolastico e richiedono interventi educativi mirati.

Cosa sapere sulla disortografia e come aiutare i bimbi che ne soffrono

Disortografia: esempi pratici

Riconoscere la disortografia può essere più semplice con alcuni esempi pratici tratti direttamente dalla quotidianità scolastica dei bambini. Ecco alcune delle tipologie di errori più comuni che un bambino disortografico può commettere:

  • Scambio di lettere simili: ad esempio, scrivere dado al posto di tato, oppure pane al posto di bane.
  • Inversioni di lettere: scrivere albero come labero, o porta come potra.
  • Separazioni errate di parole: ad esempio scrivere la voro invece di lavoro, oppure auto bus anziché autobus.
  • Omissioni di lettere o grafemi importanti: come dimenticare spesso l’h nelle parole che la richiedono (ad esempio anno invece di hanno), o la dimenticanza delle doppie consonanti (pala al posto di palla).
  • Aggiunte di lettere non necessarie: ad esempio scrivere maggia anziché magia, oppure inserire una doppia consonante dove non è necessaria (cassa al posto di casa).
  • Errori nelle parole complesse o poco frequenti: maggiore difficoltà con termini meno comuni o lunghi, con possibili omissioni, inversioni o errori multipli.

Questi esempi, concreti e facilmente osservabili, aiutano genitori e insegnanti a individuare rapidamente un’eventuale disortografia, consentendo così di attivare strategie educative efficaci per sostenere il bambino nella sua crescita scolastica e personale.

Gli errori più frequenti nei bambini disortografici

Il bambino che soffre di disortografia tende a compiere prevalentemente due categorie di errori, che è utile conoscere per intervenire efficacemente e tempestivamente:

  • Errori fonologici: questi errori derivano da una difficoltà nel far corrispondere il suono corretto al rispettivo simbolo grafico. Ad esempio, il bambino può facilmente confondere lettere dal suono simile, come la T con la D (scrivere “dorta” invece di “torta”) oppure la B con la V (“vello” invece di “bello”). Altri errori comuni sono inversioni di lettere all’interno di una parola (“camra” al posto di “camera”) o la confusione tra lettere con forma grafica simile (“m” ed “n”, “p” e “q”).
  • Errori non fonologici: questi errori sono legati alla difficoltà di gestire correttamente lo spazio grafico e di rispettare la separazione delle parole. Il bambino può separare erroneamente in due parti una singola parola (“pa rola” invece di “parola”), oppure al contrario unire due parole distinte (“ilcane” anziché “il cane”). Fanno parte di questa categoria anche le omissioni o aggiunte di lettere o grafemi, come la mancanza della lettera “H” (“anno” invece di “hanno”) o le doppie consonanti (“casa” invece di “cassa” o viceversa).[1]

Riconoscere precocemente queste tipologie di errori aiuta genitori, educatori e insegnanti a strutturare attività di recupero mirate e ad utilizzare strumenti educativi adeguati per sostenere il bambino nel suo percorso di apprendimento.

Differenza tra disortografia e disgrafia

Distinguere con chiarezza tra disortografia e disgrafia può essere complesso, anche perché questi due disturbi dell’apprendimento spesso tendono a presentarsi contemporaneamente nello stesso bambino.

In generale, possiamo dire che la disgrafia riguarda prevalentemente gli aspetti grafici e formali della scrittura. Un bambino disgrafico avrà una scrittura disordinata, poco leggibile e difficilmente decifrabile, con irregolarità nel tratto, nelle dimensioni delle lettere e nella gestione dello spazio sul foglio.

La disortografia, invece, interessa principalmente la correttezza ortografica. Il bambino disortografico, pur potendo avere una grafia leggibile, commette frequentemente errori ortografici, fatica a trasformare correttamente il linguaggio orale in linguaggio scritto e incontra difficoltà nell’applicare le regole grammaticali e ortografiche.

  • Disgrafia: riguarda l’aspetto motorio e grafico della scrittura (calligrafia disordinata e irregolare).
  • Disortografia: riguarda la correttezza ortografica e la capacità di trasformare correttamente i suoni in simboli grafici (errori ortografici frequenti).

Riconoscere tempestivamente quale disturbo sia prevalente (o se siano presenti entrambi) è importante per impostare interventi mirati, scegliendo i giusti strumenti compensativi e strategie didattiche adeguate.

Diagnosi e test per la disortografia

Non è possibile formulare una diagnosi di disortografia prima del completamento del secondo anno della scuola primaria, poiché solo a quel punto il bambino ha acquisito un livello di competenza nella scrittura sufficiente per distinguere le normali difficoltà di apprendimento da un vero e proprio disturbo specifico. Tuttavia, come abbiamo visto, insegnanti e genitori possono osservare con attenzione eventuali segnali che potrebbero suggerire la presenza di questo problema.

La diagnosi deve essere effettuata esclusivamente da professionisti qualificati come psicologi, neuropsichiatri infantili e logopedisti, che provvedono a escludere la presenza di deficit cognitivi, psicologici, motori o sensoriali. Una volta escluse altre cause, il bambino viene sottoposto a test standardizzati che valutano competenze come la scrittura sotto dettatura, la capacità di riconoscere e riprodurre suoni e simboli grafici, nonché la velocità e la correttezza ortografica.

Individuare tempestivamente il disturbo consente di adottare strategie educative, strumenti compensativi e percorsi di riabilitazione logopedica mirati, fondamentali per supportare al meglio il percorso di apprendimento del bambino.

Cosa sapere sulla disortografia e come aiutare i bimbi che ne soffrono3

Come correggere la disortografia: esercizi utili

La disortografia non si “cura” in senso stretto, ma si può correggere e migliorare attraverso un percorso mirato di potenziamento delle abilità di scrittura e lettura. Interventi specifici, condotti da logopedisti e supportati da insegnanti e genitori, possono aiutare il bambino a sviluppare strategie efficaci per ridurre gli errori ortografici e aumentare la consapevolezza linguistica.

Ecco alcuni esercizi utili per correggere la disortografia:

  • Dettati mirati: esercizi di scrittura su brevi testi con focus sulle regole ortografiche più complesse (doppie, uso dell’H, apostrofi).
  • Associazione suono-segno: attività che aiutano il bambino a collegare correttamente i suoni alle lettere corrispondenti, anche attraverso giochi fonetici.
  • Scrittura guidata: copiatura di brevi frasi o testi con attenzione alla corretta spaziatura e alle regole ortografiche.
  • Correzione attiva: rilettura del testo scritto per individuare gli errori e riscriverli correttamente, sviluppando così autocorrezione e consapevolezza.
  • Giochi di parole: cruciverba, parole intrecciate e giochi di spelling per rinforzare la memoria ortografica in modo divertente.
  • Software educativi: programmi e app specifiche per i DSA, che permettono di esercitarsi su regole ortografiche con attività interattive e feedback immediati.

Un lavoro costante, integrato tra scuola, logopedia e supporto familiare, è fondamentale per favorire un progresso graduale e migliorare la sicurezza del bambino nella scrittura.

Strumenti compensativi per la disortografia

Per i bambini con disortografia l’uso di strumenti compensativi è fondamentale, poiché consente di aggirare le difficoltà ortografiche e di concentrarsi sui contenuti senza essere penalizzati dagli errori di scrittura. Questi strumenti non sono “scorciatoie”, ma veri e propri supporti didattici che aiutano il bambino a esprimere al meglio le proprie capacità.

Ecco alcuni strumenti compensativi utili:

  • Software di videoscrittura con correttore ortografico: permettono di individuare rapidamente errori e proporre correzioni.
  • Programmi di sintesi vocale: leggono i testi ad alta voce, facilitando la comprensione e la revisione dei contenuti scritti.
  • Mappe concettuali e schemi: aiutano a organizzare le idee e a costruire testi in modo più chiaro e ordinato.
  • Uso del registratore o delle note vocali: per prendere appunti senza dover scrivere in tempo reale, utile durante le lezioni o lo studio.
  • Libri digitali o audiolibri: permettono di seguire i testi con l’ascolto, riducendo la fatica della lettura e della scrittura.
  • App educative per DSA: applicazioni interattive che offrono esercizi mirati e attività ludiche per potenziare le abilità ortografiche.

L’integrazione di questi strumenti nella routine scolastica e domestica non solo facilita l’apprendimento, ma contribuisce anche a rafforzare l’autostima e la motivazione del bambino, permettendogli di affrontare con più serenità i compiti scritti.

Cosa fare a scuola per aiutare un bambino disortografico

Per un bambino disortografico alcune attività scolastiche possono risultare particolarmente complesse o frustranti, come la scrittura di un testo, la scrittura sotto dettatura o la copiatura dalla lavagna. In questi casi, il rischio è che il bambino non riesca a tenere il passo con i compagni, si senta meno capace e finisca per demotivarsi.

Il ruolo dell’insegnante, con il supporto di specialisti come logopedisti o psicologi, è fondamentale. Alcuni accorgimenti utili possono essere:

  • Fornire strumenti compensativi adeguati (mappe concettuali, schemi, software con correttore ortografico).
  • Offrire tempi più lunghi per completare i compiti scritti, evitando di valutare negativamente lentezza o imprecisione.
  • Distinguere la valutazione del contenuto da quella della forma ortografica, premiando le idee e la comprensione del tema trattato.
  • Utilizzare modalità di verifica orale per argomenti complessi, alternandole alle prove scritte.
  • Favorire un ambiente inclusivo che valorizzi i progressi del bambino senza confronti negativi con i compagni.

Un approccio didattico personalizzato, che tenga conto delle esigenze del bambino, permette di ridurre la frustrazione e di sviluppare gradualmente fiducia nelle proprie capacità, con ricadute positive sia sul rendimento scolastico sia sulla motivazione personale.

La disortografia è un disturbo che può mettere in difficoltà il percorso scolastico dei bambini, ma con una diagnosi precoce, il supporto di specialisti e l’uso di strumenti compensativi adeguati è possibile ridurre gli ostacoli e favorire l’apprendimento. Conoscere i segnali e intervenire tempestivamente può fare una grande differenza, aiutando il bambino a sviluppare sicurezza e serenità nel suo percorso educativo.

FAQ – Domande frequenti sulla disortografia

Cos’è la disortografia?

La disortografia è un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) che riguarda la difficoltà a trasformare correttamente il linguaggio orale in linguaggio scritto, applicando le regole ortografiche in modo appropriato.

Quali sono i sintomi più comuni della disortografia?

I sintomi includono errori frequenti di ortografia, scambi di lettere simili, difficoltà a rispettare spaziature e punteggiatura, nonché un affaticamento evidente durante i compiti scritti.

Qual è la differenza tra disgrafia e disortografia?

La disgrafia riguarda la parte grafica e motoria della scrittura, che appare disordinata e poco leggibile. La disortografia riguarda invece la correttezza ortografica e la capacità di applicare correttamente le regole della lingua.

Quando si può fare una diagnosi di disortografia?

Una diagnosi può essere effettuata solo dopo il completamento del secondo anno della scuola primaria, attraverso test specifici condotti da professionisti come logopedisti, psicologi o neuropsichiatri infantili.

Quali esercizi possono aiutare un bambino con disortografia?

Esercizi di dettato mirato, giochi fonetici, attività di autocorrezione e software educativi sono tra le strategie più utili per migliorare le competenze ortografiche.

Quali strumenti compensativi sono più efficaci?

Strumenti come correttori ortografici, sintesi vocale, mappe concettuali e audiolibri aiutano il bambino a ridurre gli errori ortografici e a concentrarsi meglio sui contenuti.

Come può la scuola supportare un bambino disortografico?

La scuola può offrire tempi più lunghi per le prove, verifiche orali, strumenti compensativi e valutazioni basate sui contenuti piuttosto che sugli errori ortografici.

NOTE


1. Istituto Santa Chiara, Disortografia: cause, sintomi, rimedi, conseguenze, diagnosi e cura