Cosleeping: di cosa si tratta, i pro e i contro per il sonno del bambino Molti neo genitori si chiedono se è il caso di condividere il lettone con il proprio bambino, magari per il timore di non riuscire più a farlo dormire da solo o di fargli male durante il sonno. Vediamo cosa c'è da sapere sul cosleeping e sui suoi vantaggi.

cosleeping

L’argomento del sonno del neonato può essere controverso quanto quello dell’allattamento, soprattutto riguardo al posto in cui il bimbo dovrebbe dormire durante la notte. Fino a qualche tempo fa si riteneva che far dormire il bimbo nel lettone con i genitori fosse un “vizio”, una brutta abitudine concessa dalla debolezza dei genitori. Negli ultimi anni, invece, si sta sempre più affermando la pratica del cosleeping: noi di BlaBlaMamma vorremmo spiegarvi di cosa si tratta, quali sono i suoi vantaggi e come praticarlo in sicurezza.

Cos’è il cosleeping?

Il cosleeping non è altro che la pratica di far dormire il bimbo insieme ai genitori, nel lettone insieme a loro oppure in una culla posta molto vicino al loro letto. Ogni bambino è diverso, ma tutti – ne siamo sicuri – sceglierebbero di dormire vicino alla mamma e al papà. E in effetti questa pratica è diffusa in molte parti del mondo e in molte culture ma, senza andare troppo lontano, anche nel nostro Paese, nel Novecento, era comune che i bambini dormissero nel letto con i genitori, tanto che spesso venivano addirittura predisposti dei letti più grandi.
Negli anni passati è subentrata l’idea che il bambino dovesse imparare subito a dormire nella sua cameretta per il timore di perdere la privacy dei genitori e di non riuscire più a far perdere loro questa abitudine. Negli ultimi tempi, però, si è assistito ad una rivalutazione del cosleeping e ad una presa di coscienza dell’importanza di dormire insieme, che apporta vantaggi sia a livello psicologico che dal punto di vista del sonno della mamma e dell’organizzazione in caso di risvegli notturni del piccolo.

bed sharing e cosleeping

Quali sono i vantaggi del cosleeping?

Vediamo quindi quali sono i vantaggi di dormire insieme, nello stesso letto oppure in un lettino accanto al lettone dei genitori. Il cosleeping, innanzitutto, risponde al bisogno di sicurezza e di protezione del neonato, che dormendo vicino alla mamma ha la possibilità di sentirsi protetto e coccolato. Non trascuriamo poi la comodità della mamma, che avendo il piccolo accanto a sé, non dovrà più alzarsi dal letto più volte nel corso della notte per allattarlo o rassicurarlo!

Ci sono poi molti altri vantaggi da considerare:

  • il bambino che dorme con i genitori è più sereno e gestisce meglio lo stress, al contrario del bimbo che viene lasciato da solo nella sua cameretta anche se piange. Il pianto prolungato, infatti, alza i livelli di cortisolo, cosa che nei primi mesi di vita può incidere sullo sviluppo dei sistemi di neurotrasmissione. I bambini che hanno un costante contatto fisico con i genitori, invece, da adulti hanno più recettori del cortisolo e sono in grado di gestire meglio lo stress. I bambini che dormono con i genitori, inoltre, hanno più recettori della serotonina, l’ormone del buonumore;
  • i bambini e i genitori che condividono il sonno dormono meglio: per un neonato dormire a contatto con la mamma è molto tranquillizzante e gli dona una migliore qualità del sonno, che si traduce in meno risvegli notturni. Inutile dire che questo influisce anche sul riposo dei genitori!
  • il sonno condiviso favorisce una maggiore durata del periodo di allattamento al seno e rinforza le difese immunitarie del piccolo. Questo avviene perchè dormendo insieme in genere si ha un maggior numero di poppate notturne e quindi un maggiore apporto di sostanze preziose per la salute del piccolo;
  • secondo diversi studi, il cosleeping riduce il rischio di morte in culla (SIDS). Pare infatti che i bambini che dormono vicino alla mamma e al papà abbiano un sonno più leggero e trascorrano quindi più tempo nella fase del sonno Rem. Questo potrebbe prevenire la morte in culla perchè proprio in questa fase del sonno si ha una più alta concentrazione di ossigeno nel sangue, cosa che rende più facile il risveglio in casi di problemi respiratori.

I benefici del cosleeping non sono tutti a vantaggio del bimbo: anche la sua mamma potrà dormire più serena senza alzarsi continuamente per allattare e inoltre potrebbe riscontrare un aumento della produzione di latte data proprio dalla vicinanza e dal contatto pelle a pelle con il proprio bambino. Questa stessa vicinanza la aiuterà a tutelarsi dalla depressione post partum e migliorerà il già forte legame mamma – bambino.

cosleeping mamma e bambino

Ci sono svantaggi?

Oltre alle necessarie attenzioni e precauzioni da mettere in pratica quando si condivide il letto con un bimbo piccolo, non ci sono particolari svantaggi del cosleeping. È comunque una decisione, quella di far dormire il piccolo nel lettone, da prendere in accordo con il partner, perchè è vero che potrebbe limitare le occasioni di parlare un po’ alla fine della giornata e di scambiarsi effusioni. È però uno svantaggio relativamente semplice da superare, semplicemente cercando soluzioni alternative.

Cosleeping e sicurezza: alcune regole da rispettare

Condividere il sonno con il proprio bambino porta quindi numerosi vantaggi, ma bisogna stare bene attenti a farlo nella più totale sicurezza. Proprio per questo motivo ci sono alcune indicazione che è bene conoscere e rispettare:

  • il bimbo dovrebbe dormire supino, cioè a pancia in su;
  • la temperatura ideale della stanza è intorno ai 18-20 gradi: se il corpo del bambino si scalda troppo è maggiore il rischio di morte in culla. Se non riuscite a mantenere questa temperatura potete svestire il bambino;
  • non bisogna fumare nella stanza dove dorme il bambino;
  • non usate cuscini, lenzuola e copertine nello spazio in cui dorme il bimbo: meglio optare per un sacco nanna;
  • il materasso non deve essere troppo morbido;
  • i genitori non devono essere affetti da obesità o fare uso di farmaci che alterano il sonno.

Molti genitori hanno il timore di fare del male inavvertitamente al proprio bambino durante il sonno. Dovete però sapere che questo rischio è davvero molto ridotto per le mamme che allattano al seno perchè gli ormoni che vengono prodotti durante l’allattamento, cioè prolattina e ossitocina, regolano anche il sonno, dando alla mamma un sonno più leggero e più vigile, oltre che sincronizzato con quello del neonato.

In caso di forti timori, però, si può optare per un lettino vicino a quello dei genitori oppure per un side-bed, cioè un lettino agganciato al lettone in modo da formarne un prolungamento, che però garantisce uno spazio aggiuntivo per il piccolo.

Speriamo di avervi dato tante informazioni utili sul cosleeping, in modo che ognuna di voi possa decidere come meglio gestire le notti con il suo bambino. Se avete dubbi o esperienze da raccontare potete farcelo sapere sui nostri canali social.

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