Tutto quello che c’è da sapere sulla fecondazione in vitro La fecondazione in vitro è una procedura di Procreazione Medicalmente Assistita piuttosto diffusa. Vediamo di cosa si tratta e in cosa consiste.

fecondazione in vitro

Se avete deciso di rivolgervi alla Procreazione Medicalmente Assistita per realizzare il vostro sogno di avere un bambino, probabilmente vi state facendo tante domande sulle varie tecniche a disposizione delle coppie che hanno difficoltà a concepire. Saranno i medici, dopo una serie di visite ed esami, ad indirizzarvi verso la tecnica più adatta a voi, ma noi di BlaBlaMamma vogliamo comunque aiutarvi a chiarirvi le idee, in particolare sulla Fecondazione in Vitro, chiamata anche Fivet (Fecondazione in Vitro con embryo transfer) o Ivf (in vitro fertilization).

Cos’è la Fecondazione in Vitro

La Fecondazione in Vitro è un intervento di Procreazione Medicalmente Assistita piuttosto complesso che si svolge esternamente al corpo della donna e per questo motivo viene definita come tecnica di fecondazione assistita di II livello. Si deve effettuare presso cliniche autorizzate e consiste nell’unione in laboratorio di un ovulo e di uno spermatozoo al fine di ottenere un embrione che viene trasferito nell’utero materno, dove potrà crescere fino alla nascita.

Per chi è adatta questa tecnica

La decisione di ricorrere ad una tecnica di fecondazione assistita piuttosto che ad un’altra spetterà ovviamente ad un medico competente ed esperto, che per prima cosa vi sottoporrà ad una serie di esami. In generale, però, possiamo dire che si consiglia la Fecondazione in Vitro a:

  • donne che hanno già tentato diverse inseminazioni senza ottenere successo;
  • donne in età avanzata con ovuli di bassa qualità;
  • donne con endometriosi severa, patologie tubariche oppure bassa qualità degli ovociti;
  • nel caso in cui le tube di Falloppio siano entrambe non funzionanti;
  • coppie in cui l’uomo presenta una bassa qualità spermatica;
  • coppie per le quali è necessario effettuare uno studio genetico preimpianto.[ 1 ]

La fecondazione può essere sia di tipo omologo, cioè con gameti provenienti dalla coppia, sia di tipo eterologo, con uno o entrambi i gameti che provengono da un donatore esterno alla coppia.

Quali sono le percentuali di successo della Fivet?

Sebbene le possibilità che la tecnica abbia successo dipendono da molti fattori, possiamo dire che in generale la percentuale di successo oscilla tra il 25 e il 35% per ogni ciclo. Come abbiamo detto, però, queste percentuali sono abbastanza variabili, ad esempio in base all’età della donna al momento della fecondazione, ad eventuali patologie esistenti e alla risposta individuale al trattamento.

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Come si svolge la Fecondazione in Vitro

Una coppia che intende sottoporsi alla Fecondazione in Vitro dovrà sottoporsi a diversi trattamenti e passaggi prima di poter vedere, si spera, il test di gravidanza positivo. Si comincia da una prima visita medica presso la clinica scelta, durante la quale uno specialista valuterà tutte le caratteristiche della coppia e la sua storia clinica, con particolare attenzione all’esito di trattamenti precedenti. Dopo un’attenta visita ginecologica e del seme maschile può prendere il via tutto l’iter della Fecondazione in Vitro, se è la tecnica più adatta alle esigenze della coppia. I vari passaggi sono:

  • stimolazione ovarica farmacologica tramite iniezioni giornaliere che la paziente può effettuare anche a casa. In questo modo, anziché un solo ovulo al mese, si potranno sviluppare più ovuli, con la possibilità di ottenere più embrioni. Questo passaggio viene monitorato con ecografie e analisi del sangue;
  • il prelievo degli ovociti, chiamato anche pick up, quando gli ovuli sono considerati maturi. Questa procedura si realizza in sedazione in ambulatorio o in sala operatoria per evitare qualsiasi problema alla donna. L’intera operazione dura solo un quarto d’ora o poco di più e la paziente può riprendere la sua vita normale quasi subito;
  • la fecondazione in vitro vera e propria, da cui prende il nome l’intera procedura. Dopo aver tenuto gli ovuli sottoposti a coltura, viene realizzata la fecondazione dell’ovulo con lo spermatozoo; si può usare sia il seme del partner che quello di un donatore esterno alla coppia;
  • la coltura degli embrioni dura circa 5 o 6 giorni, durante i quali il loro sviluppo viene osservato e valutato attentamente per poter scartare quelli che presentano malformazioni o non evolvono in maniera corretta e quindi non potrebbero dare origine ad una gravidanza;
  • embryo transfer: dopo aver adeguatamente preparato l’utero della mamma, l’embrione viene trasferito nel grembo materno tramite una procedura da effettuare in ambiente sterile ma non sotto anestesia.

Quanti embrioni vengono trasferiti nell’utero materno?

È una domanda che molte coppie si fanno, magari un po’ intimoriti dalla possibilità di avere una gravidanza plurigemellare. In realtà il numero di embrioni che viene trasferito nel grembo materno varia da 1 a 2 per le donne con meno di 36 anni e da 2 a 3 per quelle di età superiore. La scelta di non impiantare più di 3 embrioni contemporaneamente segue le linee guida della European Society for Human Reproduction & Embryology (ESHRE), date proprio per mantenere un buon compromesso tra la possibilità di avviare una gravidanza e il rischio di una gravidanza plurigemellare.[ 2 ] Gli eventuali embrioni non utilizzati vengono criopreservati in modo da poterli utilizzare in un momento successivo, anche a distanza di anni, senza dover ripetere l’intera procedura.

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Il momento più emozionante: il test di gravidanza

Fare il test di gravidanza e vedere che si rivela positivo è sempre una grande emozione per ogni coppia. Per chi si è sottoposta alla Fecondazione in Vitro, però, non si tratterà del classico stick ma di un più preciso esame svolto sul sangue della futura mamma qualche giorno dopo il trasferimento dell’embrione per controllare se tutto è andato bene. Se si accerta la gravidanza, il passo successivo è una ecografia dopo circa 20 giorni; da lì poi la gravidanza proseguirà normalmente e la gestante dovrà semplicemente sottoporsi a tutti gli esami previsti per il primo, per il secondo e per il terzo trimestre di gravidanza.

NOTE


1. Ivitalia, Fecondazione in vitro
2. ESHRE, The Revised guidelines for good practice in IVF laboratories