La Luce alla Fine del Tunnel: sei anni di attesa per diventare madre

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Antonella, che ci racconta del suo viaggio di 6 anni per diventare mamma.

Cara Blablamamma,

oggi ti scrivo per condividere un viaggio, il mio viaggio, un percorso che ha attraversato sei anni di speranze, delusioni, ansie e momenti di sconforto. Sei anni di lotta, di forza interiore, e di un amore incondizionato per un figlio non ancora concepito.

Lo scrivo perché quando mi sembrava impossibile farcela mi sono ripromessa di condividere con qualcuno la mia esperienza, qualsiasi fosse stato il risultato finale a cui sarei arrivata.

Ricordo ancora il primo anno, quando il mio compagno ed io abbiamo iniziato a cercare un bambino. Come molte donne, ingenuamente, pensavo che sarebbe stato semplice, quasi scontato. Ma con il passare dei mesi, quell’attesa si è trasformata in una lotta. Ogni test di gravidanza negativo era come una stoccata al cuore, ma anche quando la voglia di riprovarci sembrava sparire sapevo che alla fine non avrei ceduto.

Durante quegli anni, le visite mediche si susseguivano, una dopo l’altra. Ogni volta, un barlume di speranza, spesso seguito da notizie non incoraggianti. Ma ad ogni visita, ad ogni consulto, il mio compagno era lì, con me. Il suo sostegno è stato la mia roccia, un faro che mi ha aiutato a non perdere la strada.

Ho incontrato dubbi lungo il cammino, da amici e persino da familiari. “Sei sicura di voler continuare a provare?” mi chiedevano. Ma in quegli sguardi preoccupati, trovavo solo la determinazione di continuare a lottare per il mio desiderio più grande.

È vero, ci sono stati momenti in cui ho pensato di non farcela, momenti in cui la speranza sembrava un miraggio lontano. Ma in quei momenti di tristezza e solitudine, ho trovato una forza che non sapevo di avere. Sì, cercare di diventare mamma senza riuscirci può essere difficile, ma sapevo che nessuna difficoltà avrebbe potuto paragonarsi alla gioia di tenere il mio bambino tra le braccia.

Dopo sei anni di speranze, di lacrime e di infiniti test di gravidanza, è finalmente arrivato il giorno in cui il test è diventato positivo. Ricordo ancora l’emozione di quel momento, l’abbraccio con il mio compagno, le lacrime di gioia che hanno bagnato i miei occhi. Avevamo vinto la nostra battaglia.

Se tu, che stai leggendo questa lettera, stai attraversando una sfida simile, voglio che tu sappia una cosa: non sei sola. La tua lotta, il tuo dolore, le tue speranze non sono inutili. Credi in te stessa, nel tuo corpo e credi nel fatto che ogni donna che abbia provato a diventare madre fa il tifo per te, indipendentemente dal fatto che ce l’abbia fatta o meno.

E, soprattutto, non perdere mai la fede nel tuo viaggio, perché, credimi, la luce alla fine del tunnel esiste. Io sono qui a testimoniarlo.

Con tutto il mio amore e sostegno,

Antonella

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